Gli Stati Uniti,intorno alla fine degli anni 60, avevano un mercato della birra piuttosto particolare; la totalità dell’offerta era composta da birre Lager di scarsa qualità (vedi Bud o Miller o Corona) e l’unico modo per bere birre di qualità era riempirsi di birre europee durante i viaggi, o prodursele in casa. Non per niente gli Stati Uniti vantano la comunità di home breve più grtande e agguerrita al mondo. Negli anni 80 i tempi furono maturi per la cosiddetta Beer Craft Revolution, la Rivoluzione delle birre Artigianali. Capitanati da giovani birrifici Californiani come Sierra Nevada e Anchor Brewing, si pose le basi per un nuovo rinascimento birrario, che ha rinnovato il panorama mondiale: riscoprendo vecchi stili che in Europa erano caduti nell’oblio, studiando e investendo sulla ricerca di luppoli autoctoni e rivisitando gli stili classici, anche i birrai americani hanno trovato la loro consacrazione a livello planetario. In questa sottocategoria transnazionale infiliamo anche i micro birrifici italiani: dal 1995, anno in cui cambiarono le leggi sulle accise e sulla produzione, si potè iniziare a produrre birra per il consumo domestico. Aprirono i primi brewpub e i primi micro birrifici. Internet fece il resto; i nostri produttori ci hanno messo 10 anni per farsi conoscere a livello mondiale, ma dal 2006 sono considerati dagli altri birrai, come dei colleghi e non come degli imitatori. Mancando di una cultura e di un passato brassicolo forti, le caratteristiche delle nostre produzioni si basano sulla spregiudicatezza (presa dai maestri americani) e sulla creatività (dote innata tra gli abitanti dell'Italico suolo). Nel 2014 si hanno più di 350 microbirrifici attivi, con una percentuale di mercato in lenta ma inarrestabile crescita.




Sierra Nevada Pale Ale - Birrificio Sierra Nevada - APA
Color ambrato alc.5,6% - cl.35,5

€ 6,00

Da qui tutto ebbe inizio. La birra che ha aperto le danze della rinascita delle birre di ricerca. Color rame con riflessi dorati, abbastanza limpido ma con micro particelle in sospensione di lievito. Schiuma ocra, fine, compatta e di buona persistenza. Naso ben luppolato con pino, resina, note di agrumi (pompelmo) e, in lontananza, leggero caramello. Corpo da medio leggero, carbonatazione media. I luppoli dominano il gusto, amaro sin dall’imbocco, lasciando comunque percepire, in sottofondo, una buona base di malto leggermente tostato. Finale secco, che pulisce il palato e introduce un lungo retrogusto luppolato amaro e pungente. Ottima pale ale made in USA, ben luppolata e tuttavia equilibrata, bevibilissima.